100% dei Comuni toscani e liguri ha usato i fondi del Pnrr per potenziare la digitalizzazione.
Relativamente alla liquidazione siamo all’85% in Toscana e all’81% in Liguria. Sono alcuni dei dati emersi oggi, nel corso dell’evento “Innovazione di Massa“, organizzato da Dipartimento per la Trasformazione Digitale del Consiglio dei Ministri, Anci nazionale, Anci Toscana e Comune di Massa, in collaborazione con Anci Liguria (e finanziato da Next Generation Eu). Si è trattato della prima tappa del roadshow dedicato ai Comuni, organizzato nell’ambito dell’Accordo istituzionale tra Anci e Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di approfondire i risultati delle misure del Pnrr e confrontarsi sulle prospettive future dei servizi pubblici.
«La trasformazione digitale non è una questione tecnologica, ma istituzionale – ha detto il sindaco di Massa, Francesco Persiani –. Riguarda il modo in cui lo Stato, attraverso i Comuni, si organizza per rispondere ai bisogni dei cittadini. È un tema fondamentale, relativo alla nostra democrazia, alla tenuta del sistema democratico e alla fiducia che i cittadini ripongono nelle amministrazioni e verso la politica. Se sapremo governare il processo con condivisione delle competenze e responsabilità, la crescita digitale sarà una straordinaria opportunità; se la subiremo invece potrebbe diventare un fattore di fragilità. Credo che i Comuni abbiano la capacità di portare avanti questo percorso, così come abbiamo portato avanti il Pnrr, anche quando sembrava impossibile».
A fornire un quadro numerico, Chiara Daneo (relazioni istituzionali, Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri). «Il 31 marzo era l’ultima data per completare le attività legate alla Missione 1 del Pnrr – ha detto -. Oggi possiamo dunque chiederci: come siamo andati? La risposta è molto bene. Se il dato nazionale è il 99% di adesione alla Missione 1, fra Toscana e Liguria siamo al 100%, una percentuale alla quale si fatica a credere. Passando agli enti che sono già stati liquidati, siamo oltre l’80% in Italia, all’85% in Toscana e all’81% in Liguria. Il 99,5% dei Comuni toscani e liguri si è infine attivato per la migrazione al Cloud. Ora si apre l’era post Pnrr, nella quale i finanziamenti saranno inferiori e dovremo quindi massimizzare i risultati, renderli sostenibili, puntare sulla collaborazione».
«La Toscana è un territorio che abbiamo particolarmente nel cuore per la sensibilità che mostra verso questi temi – ha detto Antonella Galdi, responsabile Area Innovazione tecnologica di Anci – e le adesioni alla Missione 1 del Pnrr ci confermano la bontà delle strutture amministrative locali. Abbiamo avuto le risorse e una stabilità normativa importante, perché la certezza delle regole permette ai Comuni di fare trasformazioni. Una delle poche critiche fatte al Pnrr è di non aver agito sulle procedure, perché se il quadro normativo resta analogico, diventa difficile applicare tecnologie che seguono un’altra logica. In ogni caso, adesso occorre procedere con il mantenimento e la manutenzione, che ha comunque costi alti».
«La Regione Toscana crede nella digitalizzazione, nella cyber sicurezza, nei sistemi di connessione e nell’uso dei sistemi informatici nella Protezione civile – ha dichiarato Alberto Lenzi, assessore all’innovazione tecnologica della Regione Toscana – lo dimostra anche la scelta di avere delle deleghe dedicate. In questa direzione, il primo atto importante è stato inserire nello statuto della Regione il diritto alla connettività, perché senza connessione non si fa nulla. Proprio in questi giorni ho mandato una lettera ai sindaci per chiedere loro quali siano le frazioni che ne sono prive. Ogni traliccio costa circa 300mila euro alla Regione, quindi è un investimento importante, ma che facciamo molto volentieri proprio perché si tratta di un tema essenziale per garantire sviluppo e servizi ai cittadini. La Regione è anche capofila nel campo della Protezione civile, nell’ambito di Reg4Ia: dall’utilizzo dei droni per i rilievi all’uso della fibra come sismografo, fino all’elaborazione dei dati storici, tramite intelligenza artificiale, per creare mappature. In ogni campo, serve una gestione attenta ed etica dei dati, soprattutto quando il loro utilizzo è da parte di pubbliche amministrazioni».







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