Gisella Naturale (M5S) - "Per tutelare le aziende serie che investono in ricerca e sviluppo su polimeri compostabili di altissima qualità, servono regole ancora più stringenti e una vigilanza rigorosa contro i prodotti finto-ecologici che rischiano di alterare il mercato e danneggiare la qualità della raccolta differenziata. La transizione ecologica deve diventare un reale motore di sviluppo per tutto il Paese."

Gisella Naturale (M5S)
"Per tutelare le aziende serie che investono in ricerca e sviluppo su polimeri compostabili di altissima qualità, servono regole ancora più stringenti e una vigilanza rigorosa contro i prodotti finto-ecologici che rischiano di alterare il mercato e danneggiare la qualità della raccolta differenziata. La transizione ecologica deve diventare un reale motore di sviluppo per tutto il Paese."

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La transizione ecologica deve diventare un reale motore di sviluppo per tutto il Paese. Sono intervenuta in aula del Senato sul Decreto imballaggi, una urgenza dettata dal regolamento Europeo 2025/40 sull’obbligo di compostabilità per specifiche categorie di imballaggi monouso. Non di certo perché la tutela dell’ambiente sia nelle corde di questa maggioranza, tutt’altro! E si vede puntualmente in ogni provvedimento. A farvela breve dovranno essere compostabili le plastiche flessibili monodose, e solo loro! cioè parliamo delle salsine per le patatine o le bustine che si trovano nelle stanze degli alberghi per la colazione o in bagno e, attenzione! solo se il loro contenuto è compostabile…quindi si esclude gran parte di queste confezioni quali quelle contentenenti schampi e saponi ad esempio. Come se non fosse abbastanza ridotto il campo, con un emendamento, hanno precisato che sono esclusi tutti gli imballaggi che contengono ortofrutta, facendone un accurato elenco. Mah, si continua con plastiche su plastiche. Non si rendono conto che ormai riciclare la plastica non è più la soluzione, non è conveniente visti i costi più bassi della platica vergine importata. Le aziende del riciclo della plastica si trovano con i piazzali strapieni e il mercato fermo. Un provvedimento che lascia come al solito sgomenti. Un nulla di fatto! Una maggioranza cieca che non riesce a cogliere le opportunità insite della svolta ecologica per aumentare l’efficienza complessiva del sistema di gestione dei rifiuti. Va detto con orgoglio che l’Italia vanta una filiera del riciclo e del recupero dei materiali tra le più avanzate d’Europa, un’eccellenza industriale e civile costruita in anni di investimenti che va assolutamente difesa e valorizzata. Ma questo non significa che non sia inevitabile spingere sulla riduzione dei volumi complessivi di packaging così come sul RIUSO per una reale promozione dell’economia circolare. In questo provvedimento mancano risorse certe, crediti d’imposta strutturali e un accompagnamento chiaro per le PMI, affinché la transizione ecologica non si traduca in un mero costo per chi non ha la forza finanziaria delle grandi multinazionali. Manca anche anche l’attenzione sul fronte dei controlli e del contrasto al greenwashing. Per tutelare le aziende serie che investono in ricerca e sviluppo su polimeri compostabili di altissima qualità, servono regole ancora più stringenti e una vigilanza rigorosa contro i prodotti finto-ecologici che rischiano di alterare il mercato e danneggiare la qualità della raccolta differenziata. La transizione ecologica deve diventare un reale motore di sviluppo per tutto il Paese.